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Illustratori

I. Anders (XX° secolo)
Illustratore individuato unicamente dal cognome in calce ad una cartolina.
Bruno Angheben (Fine XIX° - XX° secolo)
avi sono le note biografiche che si è riusciti a trovare sul fiumano Bruno Angheben. Si laureò in ingegneria ma soprattutto fu attivo come architetto, lasciando la sua impronta sia a Fiume che lungo la costiera di Abbazia: a lui si devono infatti parecchie ville estive, residenze all‘interno della città, ma anche tombe del cimitero di Cosala. I suoi quadri risentono dell‘influsso futurista. Alla piccola località trentina di Anghebeni (località di provenienza della famiglia) fece dono nel 1928 del progetto per una piccola chiesa, eretta in memoria del fratello Mario. Quest‘ultimo nacque nel 1893 a Fiume e fu volontario di guerra con l‘Italia arruolandosi negli alpini. Cadde nel novembre del 1915, ricevendo alla memoria la Medaglia d‘Argento al Valor Militare. In seguito fu considerato fra gli eroi dell‘irredentismo fiumano, e a lui fu intitolata una Compagnia delle Forze Armate Fiumane nel periodo dannunziano. Il progetto più importante e noto di Bruno Angheben fu quello per la grande chiesa di San Romualdo e Tutti i Santi, nota anche come “Tempio Votivo“ di Fiume. Eretta fra il 1928 e il 1934, è una delle più importanti opere architettoniche di stile modernista/funzionale costruite in Italia in quel periodo, al cui interno trovano riposo 474 salme di militari italiani morti nel corso delle due guerre mondiali. L‘intervento architettonico di Angheben riguardò l‘edificio sacro e il circostante parco delle rimembranze, il tutto pensato come un‘opera unica. Nel 1941 Bruno Angheben fu fra gli autori del piano regolatore della città di Fiume, di Susak (all‘epoca annessa al‘Italia) e di Abbazia. Al termine della seconda guerra mondiale partecipò ad una commissione per la ricostruzione di Fiume. Nel 2009 alcune opere di Bruno Angheben vennero esposte a Trieste, in una mostra intitolata “Futurismi al confine orientale 1920-1940“.
Livio Apolloni (1903 - 1976)
Nato a Roma, si diplomò all‘Accademia di Belle Arti di Genova, iniziando non ancora ventenne a collaborare con la rivista satirica “Il Serenissimo“. Collaborò con numerosi altri periodici, quali “Il Pasquino“, “Il Tifone“, “Il Caffè“, “Il Dramma“, “La Lettura“, “Il Travaso“. Nei primi anni ‘20 del XX° secolo produsse una nota serie di cartoline dedicate al “Medico Italiano“, con parecchi soggetti dedicati alla guerra. In seguito disegnò un‘altra serie di cartoline in occasione del decennale della vittoria (1928). Sempre in quegli anni disegnò alcuni manifesti per pubblicizzare la riviera romagnola. Redattore della “Tribuna“ dal 1930, direttore del “Travaso“ dal 1943 al 1945, dagli anni ‘50 iniziò anche una certa produzione pittorica, continuando però la sua attività principale di disegnatore ed illustratore di libri, tra i quali è da ricordare un‘importante edizione de “Il Decamerone“ ed una serie di volumi sul folklore romano.
Giuseppe Barison (1853 - 1931)
Triestino di nascita, studiò nella sua città natale con Karl Haase, poi all‘Accademia di Vienna, a Monaco, per due anni a Roma ed infine a Venezia per cinque anni, dal 1882 al 1887. Ritornato a Trieste vi aprì un atelier, ove successivamente fondò una scuola di pittura. Nel 1912 vinse il concorso per la decorazione della locale Cassa di Risparmio, eseguendo due grandi pannelli ancora in loco. Buon ritrattista, nell‘età matura si dedicò spesso al paesaggio e alle marine.
Maria Barosso (1879 - 1960)
Archeologa e pittrice torinese, si trasferì a Roma alla fine del XIX° secolo, illustrando per oltre trent‘anni i vari lavori di scavo e riorganizzazione urbanistica della città: dagli scavi al Foro Romano ai lavori per l‘isolamento del Campidoglio, dall‘apertura dei Fori Imperiali a quella della Via del Mare, prediligendo la tecnica dell‘acquarello. Molte sue opere sono conservate in musei e collezioni private.
Dandolo Bellini (Fine XIX° - XX° secolo)
Architetto e artista. La sua produzione comprende svariate vedute di città e architetture, fra le quali si ricorda la serie di litografie di soggetti triestini, pubblicata negli anni ‘50 dalla Casa di Redenzione Sociale di Milano. Lavorò anche in Vaticano, ove divenne uno degli architetti di fiducia di Paolo VI. Diresse la collana editoriale “Quaderni di Arte Sacra“, che promosse le opere di artisti rappresentanti soggetti a carattere religioso.
Gino Boccasile (1901 - 1952)
Nato a Bari il 14 luglio del 1901, dopo gli studi artistici nella sua città natale si trasferì a Milano, dove venne introdotto alla cartellonistica pubblicitaria da Achille Mauzan. Il suo stile personale, solare e positivo, in linea anche con le aspettative del regime fascista, lo impose prepotentemente in pochi anni, divenendo il più famoso artista pubblicitario del paese. Celeberrime rimasero le sue “Signorine grandi firme“: figure di donna sulla copertina della rivista “Le grandi firme“, fondata da Pitigrilli e diretta da Cesare Zavattini. Nel 1938 fu fra i firmatari del “Manifesto sulla razza“, che diede inizio alle persecuzioni contro gli ebrei in Italia. Durante la seconda guerra mondiale fu fecondissimo cartellonista di propaganda, aderendo dopo il 1943 alla Repubblica Sociale ed inasprendo sempre più il suo messaggio. Nominato tenente delle SS italiane, fino all‘ultimo lavorò a favore di tedeschi e fascisti. Dopo due anni di epurazione, nel 1947 fonda un‘agenzia di grafica, rinnovando il grande successo degli anni precedenti: al suo nome sono legate alcune delle più famose campagne pubblicitarie dell‘epoca. Muore a Milano il 10 maggio del 1952.
Umberto Brunelleschi (1879 - 1949)
Nato a Pistoia il 21 giugno 1879, studiò a Firenze e si specializzò nelle illustrazioni pubblicitarie e nel fumetto, collaborando con varie riviste dell‘epoca. Trasferitosi in Francia, trovò un lavoro come illustratore presso l‘allora celebre periodico “Le Rire“, iniziando in breve tempo ad esporre i suoi quadri al “Salone degli Indipendenti“. Acquisì una buona fama, poi allo scoppio della Grande Guerra rientrò in Italia, ove collaborò a “La Tradotta“, un giornale distribuito alle truppe. Il suo stile molto esplicito - unito a contenuti fortemente irredentistici - lo resero molto popolare, tanto che alcuni suoi manifesti dell‘epoca rimangono fra i più famosi in assoluto. Mise a frutto la sua fama, divenendo uno degli illustratori di libri più famosi del Vecchio Continente. In Italia, illustrò opere di Boccaccio e di Gabriele d‘Annunzio. Visse in seguito fra l‘Europa e gli Stati Uniti d‘America, collaborando con diverse case editrici, teatri d‘opera e famosi artisti. E‘ morto a Parigi il 16 febbraio 1949.
Vlaho Bukovac (1855 - 1922)
Nato a Ragusavecchia da padre genovese (Agostino) e da madre ragusea, il suo nome originale fu Biagio Faggioni, che decise di croatizzare nel 1877 nella forma “Vlaho Bukovac“. Dedicatosi fin da giovanissimo alla pittura, studiò e lavorò in vari paesi europei, oltre che in Nord e in Sudamerica. In vita venne acclamato come maggiore artista croato dei suoi tempi. Morì a Praga il 23 aprile 1922.
Glauco Cambon (1875 - 1930)
Nato a Trieste, studiò nella sua città natale ed in seguito a Monaco di Baviera (1891-1895) e a Roma (1900-1905). Subito riconosciuto come pittore di talento, partecipò alle Biennali di Venezia del 1897 e del 1907. Influenzato dal carattere impressionista dei contemporanei Rietti e Veruda, conservò sempre il gusto per la linea Art Nouveau. Essendo di ascendenze istriane, mantenne sempre uno stretto rapporto con questa regione. Morì a Biella nel 1930.
Hugo Charlemont (1850 - 1939)
Nato a Jamnitz/Jemnice - piccolo paese della Moravia attualmente nella Repubblica Ceca - da una famiglia di artisti, studiò all‘Accademia di Vienna e col fratello Eduard. Viaggiò in Olanda e poi passò più anni a Venezia. Da lì i suoi viaggi in Istria. Di lui sono particolarmente apprezzate le vedute. Utilizzò prevalentemente le tecniche dell‘acquarello e del gouache. Morì a Vienna nel 1939.
Piero Coelli (1893 - 1980)
Piranese di nascita, frequentò l‘Accademia delle Belle Arti di Venezia e la Scuola di incisione del prof. Brugnoli. Internato durante la prima guerra mondiale nel duro campo di Katzenau (una località a nord-ovest di Linz, nell‘Alta Austria), alla fine del conflitto si spostò a Rovereto, ove insegnò disegno nelle scuole medie superiori. Noto soprattutto come acquarellista, non disdegnò la pittura ad olio, acquisendo una buona fama ed esponendo in moltissime mostre personali e collettive. E‘ morto a Rovereto.
Guido Colucci (1877 - 1949)
Nato a Napoli nel 1877 da un diplomatico, studiò a Lucca e a Genova, trasferendosi poi con la famiglia a Firenze, ove si laureò in scienze politiche con l‘intenzione di intraprendere la carriera consolare. Conosciuto Giovanni Fattori, la sua vita virò quindi decisamente verso l‘arte. Aprì uno studio a Firenze e da lì iniziò una carriera densa di successi e soddisfazioni, divisa fra la penisola e l‘amatissima Corsica, ove si recava spessissimo. Volontario nella Grande Guerra, fra il 1920 e il 1930 fu attivissimo e molto ricercato. Gli ultimi anni della sua vita furono funestati dalla morte della moglie e di un fratello. Morì a Roma nel 1949.
R. Depaoli (XIX° - XX° secolo)
Nessuna notizia su questo illustratore, il cui nome viene individuato in calce ad una cartolina. Si legge solo il suo titolo: “ingegnere“. Potrebbe però trattarsi del triestino Romeo Depaoli (1876-1916), che fra il 1906 e il 1907 progettò Casa Smolars - in stile liberty - a Trieste.
Manlio D‘Ercoli (XIX° - XX° secolo)
Di questo illustratore sono rare le notizie, ma la mole di materiale a lui attribuibile che si ritrova soprattutto nelle cartoline di propaganda della seconda guerra mondiale fa ritenere che fosse molto apprezzato in quegli anni. Si hanno notizia di alcune mostre a suo nome in paesi delle Marche, da ciò si ritiene che questa fosse la sua regione di appartenenza.
Erulo Eruli (1854 - 1916)
Pittore romano, fu un fervente irredentista ed autore di molti quadri a carattere risorgimentale, fra i quali il celebre “Vespro Siciliano“, oggi al Museo di Arte Moderna di Palermo.
A. Ferraro (XIX° - XX° secolo)
Di questo illustratore si è riusciti a sapere solamente che produsse una serie di bozzetti per cartoline per la Dalmazia italiana negli anni ‘20 del XX° secolo.
Cartoline artistiche di Fiume (XIX° - XX° secolo)
In questa sezione è raccolta una caratteristica serie di cartoline a soggetto fiumano: rielaborazioni artistiche di immagini fotografiche, inserite nella cartolina all‘interno di uno schiaccio rettangolare centrale. L‘idea - inizialmente presentata dall‘editore W.L.Bp. - venne copiata da altri in seguito. Nella sezione sono inserite anche queste cartoline di successivi editori.
Pietro Fragiacomo (1856 - 1922)
Piranese di nascita, studiò fra Trieste e Venezia, città ove morì. Acclamato vedutista, i suoi quadri sono in mostra presso parecchi importanti musei italiani ed europei. Una via di Trieste è a lui dedicata.
Raoul Frank (1867 - 1939)
Vedutista austriaco, nacque a Linz e studiò a Graz, Berlino, Londra e Karlsruhe. In seguitò, si stabilì a Monaco ove insegnò presso la locale Accademia. Amava viaggiare soprattutto nelle località di mare, e l‘Adriatico fu un suo luogo d‘elezione. Da principio naturalista, si avvicinò in seguito allo Jugendstil e all‘espressionismo. Suoi quadri sono esposti in vari musei, soprattutto tedeschi ed austriaci, e molto note rimangono le sue cartoline dedicate a Trieste, alla Riviera di Abbazia e Fiume. Morì a Oberalm presso Salisburgo.
Aranka Helbing (1898 - 1974)
Artista ungherese, nacque nel 1898 a Budapest e frequentò fra il 1916 e il 1920 la locale Accademia delle Belle Arti. Continuò i suoi studi a Monaco di Baviera. Privilegiò il disegno e la ritrattistica, non disdegnando però nemmeno l‘affresco. Dopo la seconda guerra mondiale ha continuato a vivere in Ungheria, morendo a Budapest il 29 dicembre 1974.
H. Hoch (XIX° - XX° secolo)
Di questo illustratore è noto solo il nome, in calce ad una cartolina.
C. Holub (XIX° - XX° secolo)
Conosciuto unicamente grazie al nome in calce alle cartoline, di questo autore si nota un classico stile da vedutista di fine ‘800. Il cognome Holub è tipico della Boemia: un pittore di nome Josef Holub fu attivo nei territori dell‘ex impero austroungarico proprio nello stesso periodo in cui operò anche questo non identificato “C.Holub“.
Hans Kalmsteiner (1886 - 1914)
Di famiglia sudtirolese, il padre Johann (1845-1897) fu a sua volta un artista di discreta fama. Hans fu pittore, disegnatore e grafico, affiliato al movimento Wiener - Werkstatte, ove fu allievo del noto Kolo Moser. Fra l‘altro, produsse un‘intera serie di cartoline molto eleganti dedicate all‘Adria - Ausstellung del 1913. Partito volontario per la guerra, vi trovò la morte.
Adolf Karpellus (1869 - 1919)
Nato in Galizia da un maggiore dell‘esercito Austroungarico, studiò a Vienna e a Parigi, acquisendo fama come pittore e designer di poster. Durante la Grande Guerra ideò un gran numero di manifesti e cartoline propagandistiche, dal tratto personale e caratteristico. Morì a Vienna nel 1919.
Luigi (Alois) Kasimir (1881 - 1962)
Nato a Pettau/Ptuj nell‘attuale Slovenia il 18 aprile 1881 dall‘omonimo Alois Kasimir, anch‘egli pittore, studiò all‘Accademia di Vienna dal 1900 al 1905 e nel biennio successivo si specializzò nelle opere di grafica e negli acquarelli. Nel 1905 fece la prima mostra personale, riscuotendo da subito un buon successo. Fu uno dei più prolifici grafici austriaci del XX° secolo: molte sue opere sono conservate nei principali musei del mondo e in rinomate collezioni private. E‘ morto a Vienna il 5 agosto 1962.
Alexander Kircher (1867 - 1939)
Triestino di nascita, fu affascinato fin dalla più tenera età dal mondo marinaresco. Studiò all‘Accademia di Berlino con F.Sturm e W.Friedrich, e si specializzò nelle vedute di mare in generale, e di navi in particolare. Viaggiò sia in Europa che in Nord America, prevalentemente lavorando come disegnatore per i giornali locali, poi tornò a Trieste dove fu professore alla locale Accademia d‘Arte. Sposato nel 1898 con la triestina Romana Salmassi, ebbe sei figli. Apprezzatissimo negli ambienti militari, divenne il pittore ufficiale della Marina da Guerra Austriaca. Sue opere sono conservate presso svariati musei: da Vienna a Pola, da Berlino a Rovigno, ove sono esposti dodici suoi quadri un tempo facenti parte della collezione della famiglia Hutterott (proprietari dell‘isola di Sant‘Andrea di fronte a Rovigno, alcuni membri della famiglia vennero ammazzati dai partigiani nel 1945 e i loro beni requisiti). Per le edizioni Philipp & Kramer di Vienna, Kircher produsse due serie di dieci cartoline illustrate, la prima dedicata alla Dalmazia, la seconda all‘Istria. Morì a Berlino il 16 settembre del 1939.
Hugo Klein (1866 - 1932)
Nato a Cracovia - al tempo capitale dell‘omonimo Granducato incorporato nell‘Impero d‘Austria -, fu allievo dell‘allora famoso pittore Wojciech Kossak. Studiò quindi a Dachau presso Monaco di Baviera e a Vienna. Per anni fu uno dei pittori ufficiali delle forze armate austroungariche. Dopo la fine della Grande Guerra visse per qualche anno in Svezia e in Spagna, per morire poi a Vienna nel 1932.
Ferdinand Kruis (1869 - 1944)
Nato a Pisek, attualmente nella Repubblica Ceca, studiò all‘Accademia di Vienna e con F.Rumpler e A.Eisenmenger e vinse a diciannove anni un premio per una sua opera. Si dedicò sia alla pittura che alla fotografia, collaborando come illustratore con parecchi periodici viennesi collo pseudonimo di “Lorenz“. Specializzatosi in ritratti e in miniature, durante la prima guerra mondiale fu pittore e disegnatore nel Quartier Generale della Stampa da Guerra. Appartenne alla Secessione Viennese dal 1909 al 1939. Morì a Innsbruck nel 1944.
Kurt Libesny (1892 - 1938)
Nato a Vienna, studiò nella locale Accademia con Sigmund L‘Allemand, Rudolf Bacher e Ferdinand Schmutzer. Grazie ad una borsa di sudio, viaggiò per l‘Italia. Le sue prime opere furono dei manifesti pubblicitari, pubblicati nei quotidiani viennesi. Fu in questo periodo che disegnò uno dei manifesti ufficiali della fiera “Adria-Ausstellung“. Durante la Grande Guerra produsse una serie di manifesti propagandistici, e nel 1924 fu uno dei fondatori dell‘ “Unione dei pubblicitari austriaci“ e dell‘ “Associazione dei Grafici austriaci“, della quale fu presidente.
Leo von Littrow (1860 - 1914)
Pseudonimo di Lea von Littrow. Artista specializzata in paesaggi e marine, nacque a Trieste e studiò a Parigi. Espose in varie località, fra le quali Vienna, Lussinpiccolo e Abbazia, località ove morì.
Guido Marussig (1885 - 1972)
Triestino di nascita, fu architetto, pittore, incisore, scultore, decoratore e scenografo. Formatosi in un clima simbolista influenzato dalla Secessione viennese, esordì a soli 17 anni con una mostra a Roma. Studiò all‘Accademia delle Belle Arti di Venezia e partecipò a ben 17 edizioni della Biennale. A Fiume con d‘Annunzio, dal poeta venne nominato “Primo Edile della Reggenza del Carnaro“. Fra il 1922 e il 1935 lavorò alla decorazione del Vittoriale. Fu anche insegnante e pubblicista. Morì a Gorizia nel 1972.
Leopoldo Metlicovitz (1868 - 1944)
Di famiglia originaria della Dalmazia, Leopoldo Metlicovitz fu assieme al suo concittadino Marcello Dudovich uno dei più importanti pittori pubblicitari del suo tempo, nonché padre della grafica pubblicitaria italiana. Iniziato giovanissimo al lavoro in tipografia, a quattordici anni viene notato dal milanese Giulio Ricordi, che lo invita a lavorare come aiuto litografo per l‘omonima e celeberrima casa editrice. Presto distintosi grazie alle sue innate capacità artistiche, Metlicovitz iniziò una carriera assai fortunata, che oltre all‘attività di pittore lo vide anche scenografo alla Scala, cartellonista e pubblicitario. Celebrato e famoso in Italia e all‘estero, viene chiamato a creare le réclame di una serie di grandi case, continuando pur sempre a lavorare per Ricordi. A partire dal 1915, si dedica sempre più alla pittura, prediligendo il paesaggio e il ritratto. Le sue opere sono conservate in svariati musei e collezioni private, essendo divenute uno dei simboli della belle époque. Metlicovitz morì a Ponte Lambro (MI), nel 1944.
Mario Mona (1895 - 1943)
Arruolatosi nel 1913 come Allievo Ufficiale, partecipò alla Grande Guerra col 10° Reggimento Bersaglieri, venendo ferito due volte, decorato e promosso di grado. Partecipò quindi alla campagna d‘Etiopia ed alla seconda guerra mondiale. Sparì combattendo contro gli anglo-americani durante lo sbarco in Sicilia venendo decorato di Medaglia d‘Oro al Valor Militare alla memoria. Dilettandosi di disegno e pittura, collaborò alla creazione di alcuni stemmi di reparti militari.
C. Monestier (XIX° - XX° secolo)
Per quanto si trovino parecchie opere di questo artista rappresentate su cartoline, risulta difficile dargli un‘identità precisa. Dall‘analisi dei suoi dipinti, risulta essere influenzato dallo stile liberty, prediligendo la tecnica dell‘olio.
Cesare Annibale Musacchio (1883 -?)
Nato a Roma, è noto come caricaturista. Di lui si conosce una serie di schizzi e ritratti di varie tipologie di persone - dal semplice soldato o marinaio fino ai più importanti personaggi pubblici - nel periodo la Grande Guerra. Fra gli anni ‘20 e ‘30 del XX° secolo, collaborò come disegnatore con molti quotidiani e periodici, prevalentemente della capitale.
Argio Orell (1884 - 1942)
Artista triestino, si forma alla scuola di Monaco di Franz von Stuck, di cui diviene l‘allievo prediletto. Nei primi anni del ‘900 acquista una notevole fama, lavorando anche nell‘ambito pubblicitario e nella produzione di cartoline illustrate. Negli anni ‘20 e ‘30 si impone come ritrattista, con influenze che ancora si possono rilevare dalla Secessione viennese e dal celebrato pittore inglese Audrey Beardsley. Sue opere sono conservate in alcuni dei più famosi musei internazionali: a Trieste principalmente presso il Museo Revoltella.
Friedrich Perlberg (1848 - 1921)
Nacque e studiò a Norimberga, diplomandosi presso la locale Accademia. Fra il 1868 e il 1875 passò lunghi periodi a Parigi, ove fu influenzato dalla moda dell‘orientalismo. Viaggiò moltissimo, ritraendo vari paesaggi delle località visitate. Da notare una serie di vedute della Palestina, da lui visitata negli anni ‘80 del XIX° secolo. Molto prolifico, le sue opere sono conservate in parecchi musei orientali e in Israele. Morì a Monaco di Baviera nel 1921.
Vespasiano Petrongari (XX° secolo)
Si è risaliti al nome di questo autore unicamente dalla firma in calce ad una cartolina. Nessun altra notizia è disponibile.
Ugo Pizzorello (XX° secolo)
Nulla si sa di questo illustratore, identificato unicamente dal nome in calce ad una cartolina.
Karl Ludwig Prinz (1875 - 1944)
Nato a Vienna, fu un paesaggista estreamemente prolifico. Predilesse le vedute montane e quelle marine. Le sue opere vennero considerate molto positivamente dai contemporanei, tanto da ricevere varie commesse anche da istituzioni pubbliche (come per esempio l‘amministrazione comunale di Vienna) per illustrare adeguatamente diverse località.
Sandro Properzi (1883 - ?)
Nato a L‘Aquila, si trasferì da giovane a Milano per frequentare l‘Accademia di Brera, ove si diplomò. Fu molto attivo nel campo della scenografia teatrale e cinematografica, curando le ricostruzioni storico/artistiche per una serie di colossal italiani fra gli anni ‘10 e ‘30 del 1900, fra i quali “L‘Inferno“ (1911), ispirato alla Divina Commedia e considerato un capolavoro del cinema muto, “La Bibbia“ (1920) e “I Quattro Moschettieri“ (1936), caratterizzato dall‘essere il primo e unico lungometraggiodi marionette mai realizzato dalla cinematografia italiana, con ben 3573 marionette della “Compagnia Italiana Fratelli Colla“ del Teatro Gerolamo di Milano. Acquarellista e caricaturista, ideò anche una serie di cartelloni pubblicitari.
Aldo Raimondi (1902 - 1998)
Romano, figlio del pittore Roberto, ha iniziato la sua vita artistica da giovanissimo, ma il debutto con una “personale“ lo fece a Parma nel 1930. Apprezzato in patria e all‘estero, produsse una grandissima quantità di opere: dal ritratto alla veduta, con una particolare predilezione per la tecnica dell‘acquarello, tanto da venir chiamato alla cattedra di “Pittura ad acqua“ all‘accademia di Brera a Milano. Nel 1939 viaggiò in Istria e a Zara, e per ogni località visitata dipinse vari acquarelli poi riprodotti in serie di cartoline.
Maria Josepha Luise von Sachsen (1867 - 1944)
Figlia del re Giorgio I di Sassonia e dell‘infanta Maria Anna del Portogallo, Maria Josefa (Maria Giuseppina) sposò nel 1886 a Dresda l‘arciduca Ottone Francesco Giuseppe d‘Austria, nipote dell‘imperatore Francesco Giuseppe. A causa della mancanza di discendenti diretti, alla morte di quest‘ultimo nel 1916 il figlio di Maria Giuseppina assunse al trono d‘Austria col nome di Carlo I, e fu l‘ultimo Imperatore d‘Austria-Ungheria. Maria Giuseppina è ricordata come donna molto mite e religiosa. Al tempo le giovani di elevato rango venivano introdotte ai primi rudimenti della pittura, ma per Maria Giuseppina questo fu un diletto che l‘accompagnò per tutta la vita.
. Sbrana (XX° secolo)
Artista individuato unicamente dalla firma in calce ad una cartolina. Non si è riusciti ad identificarne il nome proprio.
Federico Spoltore (1902 - 1988)
Nato a Lanciano in Abruzzo, Federico Spoltore è stato un buon pittore del suo tempo. Trasferitosi da giovane a Roma per frequentarvi il Regio Istituto di Belle Arti, fu in seguito per un breve periodo professore all‘Accademia, ma lascio l‘insegnamento per dedicarsi interamente alla pittura. Apprezzato ritrattista, fu anche discreto paesaggista. Dopo la seconda guerra mondiale si volse anche all‘astrattismo, pur non lasciando mai l‘arte figurativa.
Floriano Stipanovich (XIX° - XX° secolo)
Di questo illustratore si conosce solo il nome, in calce ad una serie di cartoline zaratine della fine del XIX° secolo.
Otto Stoitzner (1889 - 1963)
Figlio del pittore Karl e fratello minore del più famoso Siegfrid - col quale condivise parecchie esperienze artistiche - nacque a Vienna e lì frequentò l‘Accademia d‘Arte. Si specializzò nella paesaggistica, e segnatamente nelle vedute della costa istriana e dalmata. Produsse una serie di cartoline sia precedentemente alla Grande Guerra, sia negli anni ‘20 per le edizioni Heimatland da lui fondate assieme al fratello.
Arturo Taddio (1859 - 1912)
Scarse sono le notizie su questo artista triestino. Si sa che collaborò coi periodici milanesi “Corriere Illustrato delle Famiglie“ e “L‘Alba“, ma fu anche architetto, avendo progettato nel 1909 la villa Conti a Fogliaro (Varese).
Ewald Thiel (1855 - 1910)
Nato nel piccolo paesino di Kamanten nella Prussia Orientale, visse prevalentemente a Berlino. Fra le poche notizie che si riescono a recuperare su questo artista, c‘è il fatto che fu l‘autore di un noto quadro di Otto von Bismarck.
Ivo Tijardovic (1895 - 1976)
Spalatino di nascita, Ivo Tijardovic fu un compositore, scrittore e pittore croato. Studiò musica nella sua città natale e poi a Vienna, ove frequentò anche i corsi di architettura. Si diplomò poi in drammaturgia a Zagabria, andando a dirigere il Teatro Nazionale di Spalato. Fu in seguito direttore di scena del Teatro Nazionale di Zagabria e direttore dell‘Orchestra Sinfonica di Stato (in seguito divenuta l‘Orchestra Sinfonica di Zagabria). Sempre legato alle sue origini, compose una serie di opere con chiari influssi etno-folkloristici dalmati. Come pittore, è noto soprattutto per le sue opere grafiche e di illustrazione.
Giacinto Trussardi (1881 - 1947)
Di questo artista italiano si ricavano unicamente le date di nascita e di morte.
Georg von Wolff (XIX° - XX° secolo)
Originario del Tirolo, fu ufficiale della Marina Imperiale Austriaca. Sposato ad una donna dalmata, visse a Pola presso il cimitero della Marina, nella Villa Lupo. E‘ noto per una serie di dipinti degli anni ‘10/‘20 riprodotti su cartoline, soprattutto di Trieste e Pola. Il suo corpo riposa nel cimitero di Promontore.
A. Zazzo (XX° secolo)
Il nome di questo illustratore è stato identificato unicamente dalla firma in calce ad una cartolina.
Illustratori non identificati ZZ (XIX°-XX° secolo)
In questa sezione sono inserite tutte le cartoline illustrate, delle quali non è stato possibile identificare il nome dell‘artista