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Pubblicitarie

Abbazia
Il paese di Abbazia è il più importante e conosciuto della Riviera Istriana, detta anche proprio Riviera di Abbazia o Riviera Quarnerina o - ai tempi dell‘impero - Riviera Austriaca: si tratta della parte nord della costa orientale dell‘Istria. Turisticamente Abbazia nasce nel 1844, quando il patrizio fiumano Iginio Scarpa costruì Villa Angioina, in memoria della moglie defunta. A partire da questo piccolo nucleo, la Riviera divenne in cinquant‘anni una delle più rinomate località balneari europee, centro mondano di primaria importanza, mantenendo il suo “charme“ fino alla fine della Belle Epoque. Anche durante il periodo di sovranità italiana Abbazia fu il centro più importante del turismo istriano/quarnerino, anche se il crollo dell‘Impero Austroungarico e i mutati rapporti socio-economici avevano definitivamente chiuso l‘epoca più sfarzosa. In questa sezione sono inserite le cartoline pubblicitarie di Abbazia.
Cartolibreria de Schonfeld - Zara
Fin dagli anni ‘60 del XIX° secolo risulta attiva in Zara una stamperia/casa editrice di nome “von Schonfeld“. Questa cartolibreria pubblicò le prime cartoline zaratine, alla fine del XIX° secolo. Il nome testimonia di una provenienza dal mondo tedesco, ma viene frequentemente traslitterato in “de Schonfeld“: quest‘ultima dizione è riscontrabile nella gran parte delle cartoline pubblicate da questo editore. E‘ noto un Enrico de Schonfeld (1873 - 1942) fervente irredentista, che partecipò assieme ad altri zaratini ai funerali del re d‘Italia Umberto I nel 1900, a testimoniare l‘affetto dei dalmati verso la Corona d‘Italia. Un altro Enrico de Schonfeld - discendente dal primo - fu uno dei feriti nelle manifestazioni pro-italiane di Trieste del novembre 1953.
Casa Editrice Mediolana
Pochissimo si riesce a trovare su questa casa editrice, se non che ebbe sede a Milano negli anni ‘20/‘30 del XX° secolo e pubblicò testi musicali.
Chocolaterie Cesar - Anversa
Fabbrica artigianale di dolciumi, attiva in Belgio fra il 1900 e la fine della seconda guerra mondiale. Si caratterizzò fin dagli anni ‘10 per la produzione di cartoline pubblicitarie a vario soggetto, compresa una serie degli anni ‘30 intitolata “Collection Italie“, nella quale si utilizzano i negativi dell‘ ENIT (Ente Nazionale Italiano del Turismo).
Compagnia Adriatica di Navigazione Venezia
Il 28 dicembre 1898 venne fondata a Venezia la “Società Veneziana di Navigazione a Vapore“, con l‘intenzione di contrastare l‘egemonia nell‘Adriatico del “Lloyd Triestino“, che allora batteva bandiera austriaca. Come primo bastimento passeggeri, fece costruire nei cantieri della Foce a Genova il piroscafo “Alberto Treves“ (prua verticale, due alberi, un fumaiolo), che inaugurò una linea che fece epoca: la “Linea per l‘Oriente“ con destinazione Calcutta. La fine dell‘Impero Austroungarico sconvolse la geografia industriale nel settore delle Compagnie di navigazione adriatiche: l‘Italia si trovò a possedere tutte le principali società del settore, nonché tutta la canteristica maggiore. A questo si aggiunse la crisi economica della fine degli anni ‘20, che spinse il regime fascista a fondare l‘IRI e a creare una serie di società nazionali, sostanzialmente monopoliste nel loro settore. Fu così che nel 1932 venne creata l‘ “Italia Flotte Riunite“, la compagnia di bandiera che riunì le tre principali compagnie di navigazione italiane dell‘epoca: la “Navigazione Generale Italiana“ di Genova, la “Lloyd Sabaudo“ di Torino e la “Cosulich“ di Trieste. Nel 1936 venne creata la “Finmare“, che riunì le società di navigazione “Italia di Navigazione“, “Lloyd Triestino“, “Adriatica di Navigazione“ (la vecchia “Società Veneziana di Navigazione a Vapore“) e “Tirrenia di Navigazione“. Negli anni ‘30, l‘ “Adriatica di Navigazione“ gestiva anche alcune linee di crociere che da Venezia portavano fino alla Dalmazia meridionale.
Fabbrica Paste - Molino a Vapore - Cartesio Vezzil & Co.
Nessuna notizia s‘è riusciti a reperire sulla Fabbrica Paste Cartesio Vezzil. Da una testimonianza di anni recenti, risulta che a Fiume vivesse una famiglia ebrea di nome Vezzil, proprietaria di un saponificio. Dall‘analisi della cartolina in collezione, risulta che la ditta partecipò (e forse fu premiata) alla Prima Esposizione Fiumana, che si tenne nel 1899. Si ipotizza quindi che i Vezzil fossero una famiglia di una certa tradizione industriale.
Fiume - Società Anonima di Assicurazioni e Riassicurazioni
Terminata la grande guerra ed acquisita la Venezia Giulia, divennero italiane alcune fra le più importanti società di assicurazioni europee di base a Trieste: prima fra tutte le Assicurazioni Generali. L‘Italia aveva conosciuto fino ad allora un percorso del tutto singolare nello sviluppo del settore: nel 1912 era nata l‘INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni), col compito di esercitare il monopolio delle assicurazioni sulla vita nel territorio del Regno, e solo nel 1923 - tre anni dopo il trattato di Rapallo che aveva regolato i confini con il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (ad esclusione della città di Fiume, divenuta italiana nel 1924) - iniziò ad operare anche in Italia un regime di concorrenza. Nello stesso anno venne fondata la socieà Assitalia (Assicurazioni d‘Italia - Società Anonima), che operò nel ramo dei danni. Il 50% del capitale sociale di Assitalia era di proprietà dell‘INA stessa, che negli anni successivi fondò o partecipò al capitale di una serie di altre società di assicurazioni con sedi nelle principali città d‘Italia. Una fra queste fu la “Fiume - Società Anonima di Assicurazioni e Riassicurazioni“. Al termine della seconda guerra mondiale - nel 1946 - la “Fiume“ venne fusa assieme alla società “Terra“ nella “Fiumeter“, dovendosi necessariamente spostare la sede sociale vista la precarissima situazione della città, l‘esodo e la nazionalizzazione dei beni. Nel 1970 la “Fiumeter“ sparì, venendo incorporata nella controllante “Assitalia“. In questa sezione sono inserite alcune cartoline pubblicitarie della “Fiume“.
G.Ferrena & Figli - Visinada
Le notizie su questa azienda agricola sono introvabili. Resta il fatto che negli anni ‘30 del secolo scorso è stata pubblicata una serie di cartoline pubblicitarie di soggetto uguale (cambiano solamente i caratteri al recto), dedicata alla “G.Ferrena & Figli.
Hotel Deak - Fiume
Fu uno dei principali alberghi di Fiume durante il periodo austroungarico. Costruito negli anni ‘80 del XIX° secolo, venne dedicato - assieme al Corso che portava dalla stazione dei treni verso il centro - allo statista ed eroe ungherese Ferenc Deak, uno dei grandi fautori del “Compromesso“ (Ausgleich) che nel 1867 trasformò radicalmente il regno degli Asburgo, e che riconobbe una sorta di autonomia del Regno d‘Ungheria. I repentini cambi di nome di questo rinomato albergo nel volgere dei pochi mesi che passarono fra la fine del 1918 e il 1919 indicano chiaramente quali e quanti furono i trascorsi di Fiume in quel lasso di tempo: rinominato dopo l‘armistizio “Hotel Wilson“ in onore del presidente americano, cambiò in “Hotel Orlando“ dopo la dichiarazione americana con la quale si negava Fiume all‘Italia. Vittorio Emanuele Orlando era all‘epoca presidente del consiglio italiano. All‘arrivo di d‘Annunzio in città, il nome cambiò ancora e divenne - appunto - “Hotel d‘Annunzio“. Negli anni di sovranità italiana - invece - venne chiamato “Hotel Excelsior“. Per reclamizzare l‘Hotel Deak-Excelsior, si stamparono delle cartoline illustrate, qui inserite.
Hotel Imperial - Ragusa
L‘idea di costruire un primo grande e moderno albergo a Ragusa venne nel 1893 al barone austriaco Victor von Kalchberg - presidente del Lloyd di Navigazione Austriaco - in visita alla città. Venne scelto il progetto dell‘architetto viennese - ma triestino di nascita - Ludwig Tischler, e da subito individuato il nome: “Grand Hotel Imperial“. Inaugurato il 29 gennaio 1897, l‘Hotel Imperial venne considerato il migliore albergo dell‘intera Dalmazia, potendo vantare addirittura il primo impianto di produzione elettrica dell‘intera città (Ragusa ebbe la luce elettrica solo nel 1901), il primo ascensore, barche e cavalli a disposizione degli ospiti per i loro giri turistici. Il successo fu tale che fin dal 1902 l‘hotel venne rinnovato, aumentandone l‘altezza a tre piani. Pesantemente danneggiato dall‘artiglieria serbo-montenegrina nel 1991, qualche anno dopo venne rilevato dalla catena americana Hilton, completamente restaurato e riaperto al pubblico. Mantiene anche oggi il suo originario nome e il suo fascino.
Hotel Lloyd - Fiume
Ben poco si sa di questo hotel fiumano. Dal contesto delle cartoline che lo rappresentano se ne ricava che fu uno dei primi edifici della città adibiti ad albergo e che il suo probabile fondatore e primo proprietario dovette essere un “Carl Exner“, sul quale allo stesso modo le notizie mancano.
Istria
In questa sezione sono inserite le cartoline pubblicitarie dell‘Istria. La storia del turismo nella regione si può far iniziare con gli anni ‘40 del XIX° secolo, con la nascita della riviera di Abbazia dovuta all‘intuizione del cavaliere fiumano Iginio Scarpa. L‘altra principale meta turistica fu la costa occidentale, sia pure in anni successivi. Il turismo d‘arte e dell‘interno è ancora più recente, salvo alcune mete già abbastanza frequentate come Capodistria, Parenzo e Rovigno. Un vero e proprio turismo di massa in Istria si ebbe solo a partire dagli anni ‘60 e ‘70 del XX° secolo, anche se gli inizi della pubblicizzazione della regione anche per un turismo familiare e non solo d‘elite sono individuabili nel periodo di sovranità italiana.
Laboratorio chimico farmaceutico Giorgio Zoja - Milano
Il “Laboratorio chimico farmaceutico Giorgio Zoja“ - tuttora esistente - nacque agli inizi del XX° secolo per opera del farmacista e chimico milanese Giorgio Zoja. Oltre alla produzione di medicinali - fra i quali si ricorda l‘aglina, un rimedio antitubercolare pubblicizzato in questa cartolina - il laboratorio fu anche casa editrice di opere di chimica, farmacia e medicina. Pubblicò anche a partire dal 1907 la “Rivista di Terapia Moderna e di Medicina Pratica“. Allegata a questa rivista, dal 1933 al 1935 ci fu una serie di 57 cartoline pubblicitarie doppie, dedicate alle province italiane.
Leonhardi‘s Tinten
A cavallo fra la fine del XIX° e l‘inizio del XX° secolo venne pubblicata una splendida serie di litografie che presentano ad un tempo delle vedute di città dell‘Impero Austroungarico e una pubblicità degli inchiostri della ditta Leonhardi di Bodenbach (oggi la cittadina è nella Repubblica Ceca e si chiama Decin). Christian August Leonhardi (1806 - 1865) fu un pioniere dell‘industria chimica tedesca: non solo inventore di nuove formule per la produzione di prodotti per la colorazione dei tessuti, ma anche fondatore delle “Chemischen Fabriken August Leonhardi Dresden“ (Stabilimenti chimici August Leonhardi di Dresda). Risale al 1855 la scoperta da parte del Leonhardi della prima sintesi chimica di un pigmento naturale, l‘alizarina (Alizarintinte). Questa straordinaria scoperta contribuì a far conferire al Leonhardi la più alta onoreficenza civile del Regno di Sassonia, la “Ritterkreuz des Verdienstordens“ (Croce di Cavaliere all‘Ordine di merito), concessagli dal re Federico Augusto. Alla morte del capostipite, prese in mano le redini dell‘azienda il figlio Emil August Eduard Leonhardi (1826 - 1905), che fu uno dei più noti pittori di paesaggi del suo tempo. A lui si dovette l‘apertura della filiale di Bodenbach nel 1876, dove si spostò la produzione degli inchiostri. Sempre più interessato alla pittura, Emil passò gran parte del suo tempo nella grande villa familiare di Dresda, adibita anche a studio. Questa villa divenne in seguito il “Leonhardi-Museum“, che attualmente non solo espone le opere del suo più famoso proprietario, ma ospita anche varie mostre d‘arte.
Luxardo - Zara
Il capostipite Girolamo si trasferì da Genova a Zara e lì fu viceconsole del Regno di Sardegna. Nel 1821 fondò una distilleria per la produzione del maraschino, il celebre distillato di ciliegie marasche noto nel medioevo col nome di “rosolio“. Dopo otto anni ricevette un “privilegio“ dall‘Imperatore d‘Austria a riconoscimento della superiore qualità del suo liquore. Il maraschino di Zara - prodotto negli anni anche dai Drioli (fin dal 1759), dai Vlahov, dagli Stampalia e da altri zaratini - fu il primo prodotto dalmata esportato in tutto il mondo. Nel 1913 il nipote di Girolamo - Michelangelo - fece costruire a Zara una modernissima fabbrica, una delle più grandi dell‘intera Austria-Ungheria. A Michelangelo fecero seguito i figli: Pietro, Nicolò e Giorgio. Gli impianti vennero pesantemente bombardati durante la seconda guerra mondiale, ma la famiglia rimase in città. Appena giunti i partigiani jugoslavi a Zara, fecero prigionieri Pietro e Nicolò assieme alla moglie di quest‘ultimo. Vennero tutti uccisi. Giorgio si salvò e rimise in piedi la produzione in Italia, nel paesino di Torreglia (PD) nei Colli Euganei. Per un certo periodo gli jugoslavi utilizzarono indebitamente il nome di “Luxardo“ per la produzione del maraschino di Zara, poi la famiglia riconquistò il diritto all‘esclusiva. Tuttora la “Luxardo Spa“ è controllata interamente dalla famiglia e miete successi in tutto il mondo.
Manifattura Zaratina Sigarette
Nel 1922 il commerciante greco Nicola Peristeridis avviò in Calle Giuseppe Sabalich nr. 2 a Zara uno stabilimento per la produzione di sigarette con la denominazione di “Manifattura Zaratina Tabacchi e Sigarette“. Nel 1928 venne fondata la “Manifattura Zaratina Sigarette S.A.“ quale trasformazione in società anonima (l‘equivalente dell‘odierna società per azioni) della precedente azienda. A partire dal 1929 la società venne progressivamente e completamente rilevata dall‘industriale zaratino Antonio Zerauschek, che ne potenziò la produzione anche tramite l‘acquisizione di altre piccole manifatture tabacchi locali. Operò da prima solo sul mercato locale e quello estero; dal 1935 ebbe accesso anche alle vendite nel Monopolio del Regno come pure in quello delle Colonie di Oltremare e dell‘Africa Orientale Italiana. Alla fine degli anni ‘30 la società commissionò al pittore Aldo Raimondi una serie di acquarelli dai quali vennero realizzate delle cartoline pubblicitarie, alcune delle quali qui visibili. I principali marchi prodotti erano oltre alle Calypso e alle Samos, pubblicizzate nelle cartoline, anche le Lampo, Flavia e Raminga. - (Voce a cura di Nicola Zerauschek, nipote di Antonio Zerauschek)
Pilatura di Riso - Fiume
Fiume nel XIX° secolo era l‘unico sbocco a mare dell‘intera Ungheria - essendo comunque “corpus separatum“ dell‘Ungheria stessa - perciò le autorità e gli investitori ungheresi profusero grandi quantità di capitali per il suo sviluppo. Nel 1881 venne fondata in città una Pilatura di Riso, a quel tempo la maggiore di tutto l‘impero Austroungarico. I denari provenivano soprattutto dalla Steinacker & Co., che nel 1877 cambiò ragione sociale divenendo la Fiumaner Creditbank (Banca di Credito Fiumano, in ungherese Fiumei Hitelbank). La Steinacker & Co. era la succursale fiumana dell‘Hungarian General Credit Bank. A sua volta, questo grosso istituto era controllato dalla Creditanstalt (Credito Austriaco per il Commercio) e dalla famiglia Rotschild. Alla fondazione, a capo della Steinacker & Co. venne chiamato il sindaco di Fiume Giovanni Ciotta. La Pilatura di Riso lavorava il materiale direttamente sbarcato in porto e lo inviava poi tramite ferrovia verso l‘interno. Fra i vari prodotti della lavorazione vi fu l‘amido di riso, cui a cavallo del ‘900 venne dedicata una serie di cartoline, qui riprodotte. Al recto si vede l‘immagine artistica di una località quarnerina, mentre al verso c‘è il nome “Amido di Riso a Lucido di Fiume - Marca di Fabbrica“ in varie lingue, e il simbolo: un elefante o un cigno.
Società Anonima per l‘Utilizzazione delle Forze Idrauliche della Dalmazia (SUFID)
La triestina “Società Anonima per l‘Utilizzazione delle Forze Idrauliche della Dalmazia“ (SUFID) venne fondata nel 1902* dalla “Società Italiana per il Carburo di Calcio, Acetilene e altri Gas“ (fondata a sua volta a Roma nel 1896), allo scopo di sfruttare l‘energia elettrica delle cascate del Cherca (vicino a Sebenico) per una fabbrica di carburo di calcio di grandezza doppia rispetto ad un opificio già esistente a Sebenico. La fabbrica venne costruita nella località di Cernica, e contribuì a fare della “Società Italiana per il Carburo di Calcio“ il primo produttore mondiale di tale materiale, divenendo la principale industria della regione di Sebenico. Al termine della Grande Guerra iniziò un lungo periodo di turbolenza nei rapporti fra Italia e Jugoslavia, durante il quale gli investimenti italiani in Dalmazia erano mal visti. Così nel 1929 il governo jugoslavo non rinnovò alla SUFID la concessione, cedendola invece al gruppo francese “La Dalmatienne“. L‘intero agglomerato industriale sebenicense venne sequestrato nel 1945 ed infine nazionalizzato dalla nuova Jugoslavia socialista. *Le fonti italiane indicano come anno di fondazione della SUFID il 1906, ma una cartolina della collezione rappresentante lo stabilimento è stata inequivocabilmente spedita nel 1904: di conseguenza l‘anno di fondazione è quello indicato dalle fonti austriache o croate, e cioè il 1902.
Società Anonima Spalato
La Società Anonima “Spalato“ venne fondata nel 1908 dall‘imprenditore Emilio Stock, nipote del gioiellere ebreo di Francoforte Abramo, trasferitosi a Trieste nella seconda metà del 1700. La famiglia Stock fu ed è tuttora una delle dinastie industriali più famose della città (attualmente l‘azienda capogruppo è la Harpo Spa), con attività in diversi campi, dall‘estrazione delle marne alla produzione del cemento. Un ramo della famiglia fondò anche la notissima distilleria. Gli Stock di Trieste erano anche imparentati con i Morpurgo di Spalato. La “Spalato“ S.A. creò un proprio stabilimento a Salona: l‘intera costiera spalatina fu ed è tuttora vocata alla produzione del cemento. Da notare che la quasi totalità delle aziende costituite fra il XIX° e il XX° secolo erano di proprietà di italiani. Alla fine della seconda guerra mondiale, tutte queste società vennero nazionalizzate.
Società di beneficenza delle signore di Pola
Fondata nel 1881, la Società di beneficenza delle signore di Pola fu una delle oltre cinquanta associazioni sorte nell‘ultimo quarto del XIX secolo a Pola, a ruota del tumultuoso sviluppo della città seguita alla scelta di farne il primo porto militare dell‘Impero dopo la perdita di Venezia (1866). Queste associazioni perseguirono i più svariati fini: si contano società sportive, di svago, culturali, politiche ecc. La Società di beneficenza delle signore di Pola fu uno degli enti assistenziali che curarono di favorire gli strati sociali più poveri: ad essa si iscrissero soprattutto le polesane appartenenti ai ceti più elevati, con gran numero di mogli di militari di carriera. Della società non si conoscono le sorti, ma si presume sia sparita a seguito delle vicende della Grande Guerra.
Società Escursionisti Istriani “Monte Maggiore“
A cavallo fra i secoli XIX e XX la città di Pisino fu una delle località istriane nelle quali maggiore fu lo scontro etnico fra italiani e croati. La cosa ebbe un riflesso nel notevole fiorire di iniziative, che tendevano a dimostrare la presenza della popolazione del proprio gruppo etnico in città. Fra le varie associazioni che sorsero in quel periodo, vi fu la “Società Escursionisti Istriani ‘Monte Maggiore‘“, fondata il 9 febbraio 1909 ed avente come scopo quello di favorire l‘aggregazione dei pisinoti appassionati di montagna. Come primo presidente della Società fu eletto il prof. Orlando Inwinkl, segretario Costantino Chitter, cassiere Francesco Lonzar; in rappresentanza delle associate di sesso femminile, nel direttivo fu eletta la maestra Maria Almerigogna. E‘ in particolare da ricordare la figura di Orlando Inwinkl, nato a Barbana nel 1880, irredentista di idee socialiste, antifascista della prima ora, costretto infine all‘esilio in Francia dove morirà nel 1936. La Società pubblicò anche un proprio bollettino (dal 1909 al 1915 e poi dal 1919 al 1920), con cadenza semestrale, che ospitò articoli di alcuni fra i più importanti intellettuali istriani dell‘epoca: Gianandrea Gravisi, Francesco Morteani, Valeriano Monti, Giovanni Quarantotto, Nicolò Cobol. Chiusa dalle autorità austriache nel 1915 per sospette attività irredentistiche, la Società rinacque nel primo dopoguerra, per sciogliersi negli anni successivi.
Società Italo-Americana pel Petrolio
Emanazione dell‘americana Standard Oil, la Società Italo-Americana pel Petrolio iniziò ad operare in Italia fin dal 1891, creando i primi impianti di stoccaggio, di pompaggio e di misurazione di carburanti. Lo sviluppo dell‘automobile è impetuoso: se nel 1895 erano solo 45 i veicoli immatricolati, nel 1919 sfiorano il numero di 35.000, divenuti oltre 200.000 nel 1929. Nel 1924 i distributori SIAP (benzina Lampo) in Italia erano già 150, balzati a 6.500 solo cinque anni dopo. Nel 1911, la casa madre Standard Oil - praticamente monopolista nel settore - era comunque stata la prima società americana a subire gli effetti della legge antitrust: la Standard Oil venne smembrata in trentaquattro società differenti, fra le quali la Esso (attualmente ExxonMobil).
Suchard
La manifattura di cioccolato “Suchard“ venne fondata nel 1826 a Serrières - un sobborgo di Neuchatel in Svizzera - da Philippe Suchard (1797-1884), ed è una delle più antiche industrie dolciarie tuttora in attività. Philippe Suchard sfruttò una sua particolare invenzione: un nuovo miscelatore in grado di mescolare zucchero e cacao, costituito da rulli di granito e tuttora utilizzato. Impostisi negli anni, i prodotti “Suchard“ vennero premiati alla Grande Fiera di Londra nel 1851 ed all‘Esposizione Universale di Parigi del 1855. All‘inizio del 1880, la “Suchard“ produceva oltre la metà del cioccolato dell‘intera Svizzera, impiegando allo stesso modo la metà di tutti gli addetti a quest‘industria. A cavallo fra la fine del XIX° e gli inizi del XX° secolo, le industrie “Suchard“ sfruttarono commercialmente l‘immenso successo riscosso dalle cartoline illustrate, pubblicando varie serie di cartoline pubblicitarie. La versione “classica“ di queste cartoline rappresenta al recto una località ed un personaggio in costume tipico, ed al verso - oltre allo spazio per indicare il destinatario - la pubblicità di un prodotto. Le cartoline aventi come soggetto delle località istriano-quarnerino-dalmate reclamizzano il “Cacao Solubile Suchard“.
Toselli - Bruxelles
Industria alimentare fondata da un emigrante italiano e attiva nei primi decenni del 1900 a Bruxelles in Belgio. Negli anni ‘30 produsse una serie di cartoline dedicate ai paesaggi della Penisola, comprendenti alcune vedute di Capodistria.
Verein zur Förderung der Spitzen-und Hausindustrie in Dalmatien
La “Società per la Promozione del Merletto e dell‘Industria Casalinga in Dalmazia“ (Verein zur Förderung der Spitzen- und Hausindustrie in Dalmatien) fu fondata nel 1905 a seguito di una mostra delle attività manifatturiere della Dalmazia che si tenne lo stesso anno presso il Museo Austriaco per l‘Arte e l‘Industria di Vienna. Il tutto s‘inquadra in una nuova sensibilità venutasi a creare nell‘Impero per le terre adriatiche, precedentemente viste - salvo Trieste, Pola, Abbazia e altre poche località istriano-dalmate (Fiume apparteneva all‘Ungheria) - come una “res incognita“, e di conseguenza ben poco curate ed incoraggiate nel loro sviluppo. Una serie di libri di viaggio erano apparsi a cavallo fra il XIX e il XX secolo, raccontando le realtà dell‘Istria e della Dalmazia: se da un lato ne descrivevano lo stato miserando delle campagne, dall‘altro ne esaltavano l‘affascinante lato “selvaggio“, spesso abbinato - nel senso illuministico e quindi sostanzialmente positivo del termine - alle popolazioni slave e al loro folklore. Manifatture istriano-dalmate vennero presentate sia all‘Esposizione Mondiale di Parigi del 1900, che all‘Esposizione Istriana di Capodistria del 1910, che infine alla grande Fiera dell‘Adriatico (Adria-Ausstellung) che si tenne a Vienna nel 1913. Il valore economico di tali manifestazioni fu sempre limitato, ma cionondimento riuscirono a far porre una certa attenzione a queste zone dell‘Impero.